Declino cognitivo

Declino cognitivo legato all'età

Il declino cognitivo

I disturbi della memoria che si osservano con l'età sono un fenomeno comune che riguarda soprattutto l'acquisizione di nuove informazioni e il recupero precoce delle stesse. La progressione del disturbo è lenta, non interferisce con le abilità funzionali degli anziani e permette loro di vivere in modo autonomo. Inoltre, non si osservano significative alterazioni di altre aree cognitive quali il linguaggio, le abilità visuo-spaziali, il ragionamento astratto.

Al contrario, la diagnosi di declino cognitivo, viene formulata quando i disturbi di memoria peggiorano in modo rapido e si manifestano insieme ad altri problemi cognitivi che limitano le usuali abilità dell'anziano.

È opportuno rivolgersi al medico se:


  • i disturbi peggiorano in modo abbastanza rapido (di mese in mese si aggiungono nuovi problemi) e la persona tende a negarli
  • ai disturbi di memoria si aggiungono altri problemi cognitivi, quali alterazioni del linguaggio (non trovare le parole giuste o utilizzarne di errate o inesistenti), difficoltà a fare i conti e a orientarsi negli ambienti noti
  • compaiono difficoltà nello svolgimento di attività che prima erano eseguite con competenza (ad esempio gestire i soldi in banca, guidare l'automobile, districarsi in un ambiente nuovo come una stazione o un hotel)
  • si manifestano disturbi del comportamento come idee fisse, deliri, allucinazioni, alterazioni della condotta sociale

Invecchiamento normale e memoria

Con l'età, la velocità dei processi di apprendimento e di esecuzione dei compiti mentali rallenta; è anche necessaria maggiore attenzione per memorizzare nuove informazioni.

Nell'invecchiamento normale è possibile, ad esempio, dimenticare parte di un'esperienza o di un avvenimento, come una notizia sentita alla radio o letta sul giornale. In questi casi, l'uso di appunti o di altri ausili fornisce un supporto sufficiente, oppure l'informazione dimenticata può apparire alla mente in un tempo successivo.

Patologie e perdita di memoria

La perdita di memoria associata all'età può essere connessa a una riduzione del tono dell'umore, essere legata alla presenza di malattie somatiche o metaboliche non ben curate (ad esempio, diabete o ipertensione arteriosa), o all'uso di alcuni farmaci (tra quelli più comuni, gli ipnotici).

Questo non significa che tutti gli anziani siano destinati alla demenza senile: più della metà di coloro che raggiungono i 95 anni mantiene integre le proprie funzioni mentali. La malattia di Alzheimer, che è la forma principale di demenza, colpisce solo il 6% circa delle persone con più di 65 anni.

L'alimentazione influenza in modo decisivo il mantenimento di buone prestazioni di memoria: una dieta equilibrata, ricca di vitamine e alimenti ad azione antiossidante fornisce gli elementi necessari a un buon funzionamento dell'organismo e del cervello.

Diagnosi

Normalmente il paziente o un suo parente si rivolgono al proprio medico di famiglia riportando i primi sintomi riscontrati. A seconda dei sintomi, il medico indirizzerà il paziente allo specialista di riferimento, che darà un responso sullo stato del declino cognitivo del paziente attraverso analisi e dei test specifici.

Venire a conoscenza della diagnosi di declino cognitivo a carico nostro o di un nostro caro può creare sentimenti e pensieri particolari. Per alcuni, la notizia può essere fonte di sconforto o addirittura di shock; per altri, ricevere un responso medico "ufficiale" della diagnosi di declino cognitivo può semplicemente essere una conferma di sospetti presenti da tempo.



Alcuni suggerimenti per i pazienti e i loro familiari

Per poter affrontare al meglio questa condizione può essere utile conoscere maggiormente la patologia, i trattamenti possibili e quali domande fare al proprio medico curante.

  • Prima di presentarsi alla visita, prendere nota di tutti i sintomi che possono creare dubbi
  • Farsi accompagnare alla visita da una persona che possa prendere appunti sulle pratiche fondamentali da seguire.
  • Chiedere al medico di trascrivere ogni termine medico di difficile interpretazione.
  • Chiedere se ci siano diete ed esercizi fisici specifici da dover seguire.

Riferimenti

Ronald C. Petersen, M.D., Ph.D. - Mild Cognitive Impairment - N Engl J Med 2011;364:2227-34.

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